Il taglio del nastro del Makallè Osteria Altromercato

Sabato 13 aprile ci sarà il taglio del nastro per la partenza ufficiale del Makallè Osteria Altromercato. 

Questo sarà il programma:

– dalle 16 alle 17 LUDOBUS con ICARE e GELATO con PICATABARI

– ore 18.30 taglio del nastro alla presenza del Sindaco

– ore 19.00 – 20.30 L’ORA DELL’APERITIVO  accompagnati da VALERIA BRUNIERA E FILIPPO TANTINO

– ore 21.00 FUOCO E FIAMME sulla strada un artista, in cucina l’altro  

Solo dalle 18.30 fino ad esaurimento Vini e cicchetti dell’Osteria saranno offerti gratuitamente

 

Ti aspettiamo!

 

Per info sul Makallè: www.makalle.it

Si parla della nostra nuova avventura

La Tribuna parla della riapertura del Makallè da parte di Pace e Sviluppo

Dalla Tribuna del 20/02/2019 :

Riapre il Makallè sul Sile. Sarà l’osteria Altromercato

Idea della coop Pace e Sviluppo Un format originale, ispirato al commercio equo e solidale con un officina self per biciclette Bandi per cercare personale.

Riapre il Makallè in Restera. Birre e cicchetti, fritto, piatti del territorio. E con una piccola officina self per le bici. Sarà da fine marzo il Makallè Altromercato, o steria equa e solidale, aperta da giovedì a domenica dalla mattina fino a mezzanotte.
L’operazione è della cooperativa Pace e Sviluppo, che vuole creare dopo l’altro mercato (incentrato sui prodotti equi e solidali, a difesa dei produttori dei paesi poveri del mondo), un originale format di enogastronomia e aggregazione, per diffondere i principi del commercio alternativo.
«Cogliamo un’opportunità per poter rivolgerci a un sempre maggior numero di cittadini e sensibilizzarli ai principi che ispirano del commercio equo e solidale», dice l’informativa che la cooperativa ha inviato nei giorni scorsi ai soci per ufficializzare la nuova attività, «accanto alle botteghe, alle iniziative culturali/didattiche e alla Fiera4passi abbiamo individuato questa nuova modalità per intercettare anche un pubblico diverso da quello abituale».
Il locale, ristorante di pesce negli ultimi tempi (ma era chiuso da quasi due anni) è l’unico nel tratto che va da Treviso centro fino alle porte di Silea. Il nome gli è stato dato da chi lo aprì a fine Ottocento, perché aveva partecipato alla battaglia (infine perduta) nella guerra coloniale di fine secolo in Etiopia.
La proprietà dell’immobile è del Consorzio Restituire che riunisce molte coop sociali. E Pace e Sviluppo ha considerato anche il fatto che a Fiera si sviluppano da tempo diverse iniziative socio culturali, come il prato in Fiera.
L’idea è di aprire a fine marzo, con operatori già attivi nel settore, un’osteria Altromercato, che diventi «punto di riferimento per tutte le iniziative culturali, sociali, gastronomiche e aggregative». Specializzata in un’offerta « popolare ed economica, privilegerà, ove possibile, i prodotti del commercio equo, bio e del territorio». Ma tra gli obiettivi c’è anche quella di una fucina di aggregazione, con storie, personaggi.

Intanto, è partita anche la ricerca del personale: bandi sul sito di Pace e Sviluppo, curriculum da inviare entro il 28 febbraio.

Vuoi essere volontario in Fiera?

Vuoi essere volontario/a della Fiera4passi?

Diventare volontario significa mettere a servizio della Fiera un po’ di tempo ed energia, per ricevere in cambio un’esperienza unica. Unisciti a noi, dedicaci qualche ora, sorriso e braccia: ti divertirai, è garantito!

Fiera4passi si basa sull’impegno di tantissimi volontari che offrono il proprio tempo e la loro voglia di mettersi in gioco per la realizzazione della manifestazione.
A partire dai soci volontari delle botteghe altromercato e dei vari settori della Cooperativa Pace e Sviluppo, agli scout, ai ragazzi dell’Alternanza Scuola lavoro, ai visitatori che nel corso delle varie edizioni hanno poi cominciato a dare una mano facendo parte dell’organizzazione.
Puoi essere volontario durante la Fiera4passi, ma anche nei giorni precedenti e successivi per tutta la parte logistica. 

Per dare la tua disponibilità come volontario/a compila entro il 6 maggio il modulo che trovi alla pagina www.4passi.org/volontario/
Noi ti aspettiamo, la fiera ha bisogno anche di te!

Brutte notizie dalle Filippine

Il nostro dolore si trasformerà in coraggio (…)

Con questo messaggio di forza ci stringiamo agli amici di PFTC – nostro partner produttore di zucchero di canna nelle Filippine – per il terribile assassinio del 15 agosto in cui sono stati brutalmente uccisi 5 uomini e 2 donne, tutti attivisti per i diritti umani e fortemente impegnati a favore della società civile. Tra loro anche Felix Salditos, artista, pittore, poeta, scrittore e marito di Ruth Salditos, fondatrice di PFTC e amica di Altromercato, che tante volte è venuta a trovarci.

Per saperne di più: www.altromercato.it/it_it/assassinio_felix_salditos_filippine/

Stupisci i tuoi amici

Ecco una ricetta equa per colorare la tua cena

Una ricetta originale per una cena fresca e veloce da gustare in compagnia con gli amici, con ingredienti del commercio equo e solidale.

Puoi trovare gli ingredienti in tutti i nostri negozi

Insalata estiva di cereali e pomodoro ciliegino

Cosa significa Prezzo Giusto?

Ti sei mai chiesto cosa significhi pagare un prezzo giusto per i prodotti che acquisti?

Ogni scelta ha un valore, ogni gesto ha un prezzo. Per questo oggi condividiamo la pagina in cui Altromercato spiega il significato e il valore del prezzo giusto.
Altromercato da 30 anni si impegna per un prezzo giusto.  Questo comporta che le persone siano equamente retribuite, senza sfruttamento delle persone, del lavoro e dei diritti, ma cura e rispetto per la terra, insieme alla passione per ciò che si fa.
La qualità del prodotto diventa così anche un bene sociale fondato sulla relazione e sulla parità.
Per questo lavoriamo perché le persone siano equamente retribuite, non ci sia speculazione né sfruttamento delle persone, del lavoro e dei diritti, ma cura e rispetto per la terra, insieme alla passione per ciò che si fa. Il valore di ciò che paghiamo non è un prezzo alto, né un prezzo basso, ma è un prezzo giusto, che si trasforma in qualità, rispetto, gusto e bellezza, prima di tutto per te.
sull’impegno di tantissimi volontari che offrono il proprio impegno per la realizzazione della manifestazione.

Leggi di più su www.altromercato.it/it_it/prezzo-giusto/

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Fiera4passi si basa sull’impegno di tantissimi volontari che offrono il proprio impegno per la realizzazione della manifestazione.
A partire dai soci volontari delle botteghe altromercato e dei vari settori della Cooperativa Pace e Sviluppo, agli scout, ai ragazzi dell’Alternanza Scuola lavoro, ai visitatori che nel corso delle varie edizioni hanno poi cominciato a dare una mano facendo parte dell’organizzazione.
Puoi essere volontario durante la Fiera4passi, ma anche nei giorni precedenti e successivi per tutta la parte logistica.

Noi ti aspettiamo, la fiera ha bisogno anche di te!

Per dare la tua disponibilità come volontario, basta che compili il modulo che trovi alla pagina www.4passi.org/volontario

Tomato Revolution: bio, solidale e caporalato free

Tomato Revolution: bio, solidale e caporalato free

Eccovi da GreenMe un articolo che racconta la linea di prodotti Tomato Revolution di Altromercato, che potete trovare in tutti i nostri negozi

Biologiche e a sfruttamento zero, di filiera tutta italiana e solidali: le salse di pomodoro possono essere questo eccome e lo racconta la storia di Altromercato che, con il suo progetto Tomato Revolution, ridà senso alla filiera biologica, legale e trasparente del pomodoro.

Lo scopo del progetto? Operare in aree ad alto rischio di sfruttamento, della terra e del lavoro, tanto che ad essere coinvolte sono piccole cooperative di produttori che coltivano e trasformano il pomodoro valorizzando le varietà e le tradizioni enogastronomiche locali.

Dal pomodoro Tondo Roma delle Province di Bari e Foggia ai San Marzano Varietà di Rignano Gargnanico (Foggia), sempre in Puglia, dal Pomodoro Siccagno della Valle del Belice al pomodoro ciliegino della Sicilia: tutti sono raccolti e selezionati a mano e tutti sono maturati al sole tiepido del nostro Sud.

Quattro varietà di pomodori in quattro territori liberati dall’utilizzazione lucrosa di terra e lavoro, 5 cooperative e 30 piccoli produttori attivi in territori ad alto rischio di sfruttamento della manodopera, che hanno lavorato, nel 2017, con compenso equo, 100 quintali di pomodoro e confezionato 100mila vasetti di specialità enogastronomiche.

Le quattro nuove referenze di Tomato Revolution:

Passata di Puglia – Bio, densa e vellutata, è fatta con i pomodori varietà Roma, maturati al sole e selezionati a mano e lavorati subito per mantenere un sapore intenso e armonioso
Pomodori Pelati in salsa – Bio, varietà San Marzano, anche loro da terra pugliese, vengono selezionati e raccolti solo quando arrivati alla perfetta maturazione e lavorati freschi per preservare la consistenza della polpa del pomodoro
Salsa pronta Siccagno e Finocchietto, l’aroma del finocchietto si unisce al sapore dolce del pomodoro Siccagno della valle del Belice (Sicilia), che cresce senza irrigazione grazie alle particolari condizioni microclimatiche
Pomodoro ciliegino secco – Bio, lavorati anch’essi a mano, sono un condimento sfizioso per bruschette e antipasti

I pomodori delle quattro conserve di Tomato Revolution vengono coltivati con programmi di agricoltura di impatto sociale in zone a forte rischio di sfruttamento della manodopera.

Leggi l’articolo completo su Greenme.it

Online il nuovo sito della Fiera4passi

E’ online il nuovo sito 4passi.org

 

Il tema della Fiera4passi 2018, organizzata dalla cooperativa Pace e Sviluppo, sarà “Generazioni in viaggio”:
Per costruire l’economia di domani serve un patto tra generazioni: chi è più giovane dovrebbe avere la possibilità di progettarla e innovarla, chi lo è meno può portare la propria esperienza. Tutti dobbiamo difendere le risorse ambientali e migliorare e replicare le conquiste sociali.

Alla Fiera4passi 2018  parleremo di giovani e con i giovani:
chiederemo ai ragazzi il futuro che si immaginano, lo sviluppo che vorrebbero contribuire a realizzare. E li metteremo in rete con chi negli anni ha costruito proposte di economia solidale e rispettosa dell’ambiente e delle persone.

Vedremo anche come con i propri comportamenti ciascun cittadino a ogni età possa costruire percorsi economici virtuosi e replicabili.

Per 4 giorni vedremo generazioni diverse impegnate in un viaggio comune: nuove forme di partecipazione e di confronto, strade che si intersecano, linguaggi differenti che cercano nuove armonie. Verso una meta comune: l’economia del futuro, più equa e sostenibile.

La Fiera si terrà a Treviso 

1° finesettimana – Sabato 12 e domenica 13 maggio 2018

2° finesettimana – Sabato 19 e domenica 20 maggio 2018

per info su orari e logistica vai qui

Capitale italiana della cultura 2020, Treviso finalista

Capitale italiana della cultura 2020, Treviso finalista

Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. Sono queste le dieci città che si contenderanno il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020. Le città della ‘short list’, spiega il Mibact in una nota, arrivano in finale superando le altre 21 candidate al bando dello scorso maggio e ora dovranno presentare il proprio progetto nel corso delle audizioni della Commissione presieduta da Stefano Baia Curioni.

La città vincitrice potrà rappresentare per un anno la nuova offerta culturale e turistica nazionale, attuando il proprio progetto grazie al contributo statale di un milione di euro. L’iniziativa, istituita con la Legge Art Bonus per il periodo 2015 – 2018 per valorizzare la progettualità delle candidate italiane a Capitale Europea della Cultura 2019 e divenuta stabile con la Legge di Bilancio 2018, è volta a sostenere e incoraggiare cartelloni di eventi e attività capaci di far recepire in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.

Il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020 sarà assegnato, come di consueto, nell’ambito di una cerimonia pubblica nella sede del ministero, a Roma, in via del Collegio Romano 27, il prossimo 16 febbraio alle ore 11 alla presenza del ministro Dario Franceschini

(fonte: La Tribuna di Treviso)

EMERGENZA MESSICO

UNIDOS VENCEREMOS. Insieme ricostruiremo.

Il forte terremoto che ha colpito il Messico ha interessato le province di alcuni produttori Altromercato. La situazione più grave è quella di UCIRI, nello stato di Oaxaca, produttore storico di caffè, un simbolo per tutto il Commercio Equo e Solidale. Altromercato si è attivato per sostenere i produttori coinvolti e ha prontamente contattato le Province Autonome di Bolzano e Trento per avviare un progetto di emergenza.
Tutti insieme possiamo fare qualcosa!
 
Ora più che mai è importante sostenere i produttori del Messico e le loro comunità, acquistando i loro prodotti, i frutti della loro terra. Con il tuo semplice gesto possiamo dare una forte risposta per la rinascita, ci permetterai di mantenere la continuità degli acquisti in futuro.
 
La situazione: aggiornamenti

La Provincia Autonoma di Bolzano ha approvato il  contributo di 30.000 Euro per sostenere UCIRI dopo i danni causati dal Terremoto che ha colpito il Messico.Riportiamo di seguito un estratto dell’email che abbiamo ricevuto da Francisco Van Der Hoff, con i suoi ringraziamenti e con qualche ulteriore aggiornamento sulla situazione di Uciri:

“Cari amici di Altromercato,il finanziamento della Provincia di Bolzano è una buona notizia che ci riempie di gioia.
(…) Grazie mille ad Altromercato per averci aiutato ad accedere al bando per gli aiuti straordinari.
Grazie alla solidarietà della vostra Provincia ci sono già dei finanziamenti per affrontare i problemi più urgenti (cibo, vestiario, materassi, coperte, culle, teloni, lamiere per i tetti ecc.). Ci sono una marea di problemi.
Abbiamo appena avuto due giorni di incontri con circa 200 soci provenienti da tutte le comunità, alcune pesantemente colpite, altre totalmente dimenticate dalle istituzioni. Abbiamo appena acquistato un mezzo di trasporto di tre tonnellate per trasportare le cose più urgenti e necessarie alle comunità. Per fortuna adesso la maggior parte delle strade sono aperte e la pioggia si è calmata. Ora possiamo cominciare con la ricostruzione, nonostante i dubbi che abbiamo rispetto al programma di ricostruzione governativo (molto tedioso e lento), ma continueremo a insistere e tenere duro.
Per fortuna sono arrivati aiuti da altre località messicane – soprattutto delle regioni del nord che hanno mandato interi camion con molti prodotti.
Alcuni miei parenti e amici olandesi verranno qui per aggiustare i macchinari danneggiati di UCIRI, per i quali urge una riparazione. Tutti e tre sono meccanici specializzati in mezzi pesanti e in questo modo possiamo garantire i mezzi agricoli per il prossimo raccolto.
Teniamo alto lo spirito.
Con i migliori auguri, teniamoci in contatto
Francisco.”
“A volte la nostra Madre Terra si arrabbia molto e chiama attenzione alla sua fragilità. Solo se ci uniamo tutti, possiamo affrontare queste terribili sfide e mitigare le sofferenze delle tante persone coinvolte”. 

 

Francisco Van der Hoff

Da giorni siamo costantemente in contatto con i produttori messicani, per capire gli effetti del terremoto a breve e lungo termine e per esprimere la solidarietà di Altromercato. La situazione è, purtroppo, in continua evoluzione.

Come già intuivamo dalle prime notizie, la situazione più grave resta quella di Uciri, produttore storico del Commercio Equo e Solidale a livello mondiale di caffè biologico. La sede di Uciri, nello stato di Oaxaca, si trova a pochi chilometri dalla costa, poco distante dall’epicentro del terremoto che ha colpito Chiapas e Oaxaca il 7 settembre. Numerose sono state le scosse nei giorni successivi, più brevi ma comunque intense e terribili.

Francisco van der Hoff, fondatore di Uciri, ci scrive che il terremoto di sabato scorso li ha colpiti nuovamente con grande forza. L’epicentro è stato a Ixtaltepec (dove vive Francisco), che non era stata così colpita nel primo sisma, e ora vi sono moltissimi danni, anche gli uffici e il magazzino di Uciri al momento sono inagibili. Francisco aggiunge: “i disastri naturali come questo terremoto ti fanno sentire la totale impotenza nei confronti delle forze nefaste della nostra terra. A volte la nostra Madre Terra si arrabbia molto e chiama attenzione alla sua fragilità. Solo se ci uniamo tutti, possiamo affrontare queste terribili sfide e mitigare le sofferenze delle tante persone coinvolte”.
Nelle città di Juchitán e Ixtaltepec la situazione è drammatica: ci sono delle vie che sono state totalmente devastate e tutte le abitazioni sono crollate o fortemente danneggiate. Alcune case che non erano state distrutte dalle prime scosse, sono crollate ora. 435 soci di Uciri e altre 350 famiglie sono senza casa. Anche la scuola comunitaria è distrutta. Molte persone vivono per strada e dormono con una coperta, il traffico è nel caos più totale. In ogni momento anche chi ha un tetto deve essere pronto a uscire per strada a causa delle forti e continue repliche del terremoto.

Francisco ci dice che è molto pericoloso e aggiunge: “Manteniamo la calma, almeno cerchiamo. Come dicono i soci: va tutto molto male, ma mais e fagioli ci sono, quest’anno la raccolta è stata buona, ha piovuto parecchio. Adesso però non vogliamo la pioggia. Da due giorni sta piovendo moltissimo con forti fulmini e questo per noi è terribile”.

Ci sono dei villaggi con cui non si riesce ancora a comunicare, soprattutto nella zona di Mixe; i tecnici di Uciri stanno cercando di raggiungerli, sperando che non vi siano ulteriori brutte notizie.

In altri paesi molto colpiti, come San José el Paraíso e Cuatlan, vi sono persone ferite che devono ancora essere trasferite in elicottero al più vicino ospedale, poiché le strade sono completamente distrutte.

Uciri stessa e molte famiglie della zona hanno subito raccolto viveri di prima necessità, coperte e vestiti e organizzato la distribuzione agli abitanti della “sierra” (le zone montagnose vaste e poco collegate con circa 60 villaggi), nonché hanno allestito i “comedores”, dove chi è senza casa può ricevere un piatto caldo. Oltre all’aiuto concreto, stanno “urlando” perché gli abitanti della sierra vengano minimamente aiutati. Il governo è completamente assente nella sierra e si concentra solo sulle cittadine di Juchitán, Ixtaltepec e su Città del Messico.

La cosa più urgente è iniziare con la ricostruzione delle case, e a seguire quella dei cafetales. Dai calcoli di Uciri una casa molto semplice, costituita da una camera e un cucinino (come nelle case tradizionali della zona) costa circa $ 3.500. Uciri acquisterà i materiali per la ricostruzione in forma collettiva, in modo da garantire un certo risparmio ed evitare che i campesinos vengano sfruttati dagli speculatori locali.

Da una prima stima ci vorranno almeno € 150.000 per la ricostruzione e la messa in sicurezza di case, strade e gli altri edifici. Altromercato ha prontamente contattato le Province Autonome di Bolzano e Trento per attivare un progetto di emergenza.

Purtroppo i fondi governativi messicani non saranno sufficienti per la ricostruzione, considerato che un secondo terremoto ha colpito fortemente la zona della capitale.

Nonostante i gravissimi danni alle strade, fortunatamente Uciri è riuscita a far partire il container di caffè pronto per la spedizione verso l’Italia. Questa notizia ci dà speranza e ci fa capire quanto sia importante continuare ad appoggiare l’attività produttiva ora e nei mesi futuri.

 

Filippine, dove il commercio equo resiste alla repressione del governo

Filippine, dove il commercio equo resiste alla repressione del governo

6Ruth Fe Salditos è l’anima del “Panay Fair Trade Center”, organizzazione filippina nata nel 1991 che produce (anche) lo zucchero bio Mascobado in vendita nelle botteghe italiane. Oggi garantisce un lavoro a oltre 500 persone in un Paese devastato dalla violenza. Il 7 novembre inaugura invece a Trento la nuova edizione del festival internazionale di cinema, cibo e videodiversità “Tutti nello stesso piatto”

Sono passati 9 anni da quando Ruth Fe Salditos fece tappa in Italia -in occasione di Terra Madre a Torino e con il sostegno di Altromercato- per raccontare l’esperienza del “Panay Fair Trade Center” (Pftc), l’organizzazione filippina di commercio equo e solidale con sede nell’omonima isola situata 500 chilometri a sud di Manila. Fondato nel 1991 per iniziativa di 25 donne, il Pftc coinvolgeva nel 2008 350 contadini e trasformatori e aveva da poco inaugurato la prima bottega del mondo a Panay. Già allora produceva per Altromercato lo zucchero di canna integrale Mascobado -certificato bio, con importanti proprietà nutritive e un aroma intenso con sentori di liquirizia- e le “banana chips”, fettine di banana fritte in olio di cocco e addolcite con lo zucchero di canna. “I lavoratori coinvolti nel processo di lavorazione delle banane, ottengono al giorno una cifra che è superiore di almeno due terzi rispetto al salario percepito in un’altra impresa -sottolinea Altromercato-. Il pagamento viene fatto complessivamente al gruppo, che poi provvede a suddividerlo in parti uguali tra tutte le lavoratrici”.

Oggi nelle botteghe del mondo troviamo anche le “Zen-zì” del Pftc, gelatine naturali allo zenzero con il Mascobado. L’associazione è cresciuta in questi anni fino a dare lavoro oggi a 500 persone, come racconta Ruth, nuovamente in viaggio in Italia grazie ad Altromercato e alla rete Veneto Equo. “Abbiamo 6 mulini per la spremitura delle canne da zucchero e una produzione di 1.000 tonnellate all’anno. L’80% del nostro zucchero è venduto in Italia tramite Altromercato; il resto lo esportiamo principalmente in Germania, Sud Corea e Giappone”, dice. Con la sua crescita Pftc ha generato la “Fair Trade Foundation Panay”, una fondazione che promuove la tutela dei diritti umani facendo pressione sulle autorità locali. In questi anni, infatti, Pftc ha pagato un prezzo troppo altro per il suo impegno nella giustizia sociale.
Già nel 2008 Ruth si era fatta portavoce in Italia dell’impegno politico e sociale portato avanti da Pftc nelle Filippine, per tutelare la democrazia, i diritti delle comunità indigene e l’autodeterminazione delle comunità locali. Il Paese stava uscendo dalle dittature di Ferdinand Marcos (dal 1965 al 1986) e Joseph Estrada (dal 1998 al 2001) e si doveva affrontare il grave problema dei “desaparecidos”. Tra questi, Maria Luisa Posa Dominado e Nilo Arado, collaboratori di Pftc, sono scomparsi nell’aprile 2007.

Pochi anni dopo, nel 2013, proprio Ruth è stata coinvolta nella repressione governativa, con l’accusa di fare parte del movimento terroristico “New people army”. Allora in tanti si mobilitarono per chiedere la sua assoluzione, manifestando solidarietà con numerosi attivisti “che rivendicano una riforma agraria e la difesa dei diritti dei lavoratori” e “sono spesso arbitrariamente indicati come appartenenti a questi gruppi armati” perché “scomodi ai poteri politici e alle economici locali” (https://www.change.org/p/call-to-drop-the-charges-of-rebellion-against-ruth-fe-salditos).

La primavera successiva, il 15 marzo 2014, il presidente di Pftc, Romeo Capalla -già incarcerato nel 2005 con il sospetto di far parte della rivoluzione armata- è stato ucciso nella piazza del mercato di Oton. E dopo soli tre mesi, Dionisio Garete -leader della “Kamada farmer’s association”, uno dei gruppi di contadini produttori del Mascobado- viene assassinato a Janiuay. Pftc ha continuato a chiedere giustizia e verità e a portare avanti i progetti per un’economia più equa e rispettosa dei diritti dei lavoratori. Dal giugno 2016 Rodrigo Roa Duterte è salito alla guida del Paese, avviando una estenuante guerra alla droga senza precedenti. Una politica che, nelle stime di Human Rights Watch, ha causato la morte di 12mila persone negli ultimi 15 mesi, sospettate di essere coinvolte in traffici illeciti. Migliaia di esecuzioni sommarie sono state condotte “da, o per conto di, una polizia che agisce al di fuori della legge, su ordine di un presidente che non ha mostrato altro che disprezzo per i diritti umani e per coloro che li difendono“, scrive Amnesty International. Inoltre, scrive Human Rights Watch, oltre 130mila detenuti sono in attesa di un processo nelle carceri del Paese che hanno una capacità massima di 20.400 posti.
In questa grave situazione, gli occhi speranzosi di Ruth dicono ancora che “la strada del commercio equo e solidale è la giusta direzione”. “Quello che sta succedendo nelle Filippine -dice- non può che renderci ancora più resilienti e determinati nel portare avanti i nostri valori e i progetti per la tutela dei diritti dei lavoratori e la difesa della democrazia”.

Fonte: https://altreconomia.it/ruth-filippine/

100 Sindaci per il Commercio Equo

Approvare subito la Legge sul Commercio Equo

Siamo a novembre e nonostante le ripetute richieste e solleciti per  l’approvazione della Legge nazionale sul Commercio Equo, attendiamo ancora la fine dell’iter legislativo che porterebbe alla storica approvazione di una legge a sostegno del movimento del Commercio Equo e Solidale italiano e che darebbe maggiori garanzie e trasparenza ai cittadini e consumatori. L’approvazione alla Camera risale al marzo 2016 e da allora, aspettiamo che si riesca a portare a compimento quella al Senato altrimenti, terminata la Legislatura sarebbe tutto da rifare, sprecando ancora una volta un’opportunità importante per il nostro paese.

A poche settimane dalla conclusione della fiera Tuttaunaltracosa, Fiera Nazionale del Commercio Equo e Solidale tenutasi a Osnago (LC), Assobotteghe, Equo Garantito e Fairtrade Italia, richiamano l’attenzione sul provvedimento invitando i Sindaci italiani ad una raccolta firme per sollecitare una rapida approvazione.

La Petizione 100 sindaci per il Commercio Equo e Solidale

Qui il testo della petizione con cui vogliamo invitare gli amministratori ad essere soggetti attivi nella promozione del Commercio Equo sia attraverso le loro politiche interne all’amministrazione, sia verso altri soggetti istituzionali e in particolare verso i Senatori che ancora stanno valutando la legge in vista dell’approvazione finale.

Dal testo della petizione –

“Questa è una lettera aperta, che intendiamo sottoscrivere quali rappresentanti dei cittadini, al fine di promuovere e sostenere il commercio equo e solidale come esempio di partnership attiva per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Già definito dal Presidente della repubblica Giorgio Napolitano «un apprezzabile fenomeno che riesce a coniugare i valori della libera impresa e della solidarietà», il commercio equo e solidale è stato recentemente riconosciuto e valorizzato nella riforma del terzo settore e nella riforma della cooperazione internazionale. Gran parte delle regioni italiane già hanno approvato normative specifiche.

Nel mondo oggi 1800 città eque e solidali hanno preso un impegno forte in questa direzione e il movimento italiano si sta muovendo per promuovere e rafforzare la campagna anche in Italia.

La legge nazionale sul commercio equo e solidale, che uniformerebbe la normativa di settore, ha già avuto ampia approvazione alla camera dei deputati ma rischia, se non approvata entro la legislatura, di dover re-iniziare l’iter, con notevole spreco di risorse”.

Per questo motivo, gli amministratori locali aderenti invitano altri amministratori, dopo un’attenta riflessione, a perseguire e supportare modelli di produzione e di consumo equi e sostenibili, a favorire il collegamento tra i produttori e i lavoratori svantaggiati, a garantire una catena del valore sostenibile per il conseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.

A tal fine auspicano anche una rapida conclusione dell’iter legislativo e invitano gli onorevoli senatori a ratificare al più presto il disegno di legge che promuove e favorisce il commercio equo e solidale, fondamentale leva per diminuire le disuguaglianze e consolidare scelte di consumo responsabile.

Inoltre invitano gli amministratori degli enti locali a sottoscrivere la presente petizione con la quale si ribadisce il sostegno e l’impegno della propria amministrazione a favore di una rapida approvazione del testo di legge sul commercio equo e solidale, che per la prima volta racchiuda in modo organico un riconoscimento da parte della Repubblica italiana e un invito alla promozione.

Rivolgiamo questo invito come amministratori locali, ma anzitutto come cittadini. Speriamo che venga accolto da numerosi enti locali, coinvolgendo deputati e senatori attivi nei territori, quali rappresentanti dei cittadini.

Per info e adesioni – equosolidale@assobdm.it

Qui i primi firmatari e Comuni aderenti

Paolo Brivio, Sindaco di Osnago (LC)

Virginio Brivio, Sindaco di Lecco
Ermanno Pruzzi Sindaco di Torrazza Coste (PV)
Mario Tentori, Sindaco di Barzago (LC)
Stefano Motta, Sindaco di Calco (LC)
Massimo Depaoli, Sindaco di Pavia
Cinzia Gazzaniga, Sindaco di Pinarolo Po (PV)
Alessandro Zocca, Sindaco di San Martino Siccomario (PV)
Simone Negri, Sindaco di Cesano Boscone (MI)
Francesca Rogato, Sindaco di Belgioioso (PV)
Nicola Lamberti, Sindaco di Borgarello (PV)
Chiara Rocca, Sindaco di Gropello Cairoli (PV)
Ivana Vacchini, Sindaco di Landriano (PV)
Alessandro Origo, Sindaco di Verderio (LC)
Renzo Rotta, Sindaco di Paderno D’Adda (LC)
Carla Amici, Sindaco di Roccagorga (LT)
Domizia Clensi, Sindaco di Travacò Siccomario (PV)
Marcello Infurna, Sindaco di Certosa di Pavia (PV)
Giovanna De Capitani, Sindaco di Cernusco Lombardone (LC)
Daniele Villa, Sindaco di Robbiate (LC)
Giovanna Ghislandi, Sindaco di Imbersago (LC)
Franco Carminati, Sindaco di Montevecchia (LC)
Efrem Brambilla, Sindaco di Santa Maria Hoè (LC)
Filippo Galbiati, Sindaco di Casatenovo (LC)
Stefano Fumagalli, Sindaco di Lomagna (LC)
Roberta Trabucchi, Sindaco di La Valletta Brianza (LC)
Federico Airoldi, Sindaco di Brivio (LC)

LA FILIERA DEL NOSTRO CIOCCOLATO

COMUNICAZIONE ALTROMERCATO A SEGUITO DELLA TRASMISSIONE DI RAI REPORT

Scriviamo in merito alla puntata di Report di lunedì 23 ottobre 2017 centrata sulla produzione di cioccolato ed il mercato del cacao, che ha sollevato pesanti accuse di lavoro minorile e deforestazione anche per produttori certificati Fairtrade in Costa d’Avorio.

Molti di voi avranno già visto la risposta di Fairtrade Italia (vai qui) pubblicata sul loro sito subito dopo la puntata.

Importante anche la comunicazione del nostro sistema di garanzia  Equogarantito (vai qui) che ci sentiamo di condividere anche nella percezione di sentirsi comunque chiamare in causa, malgrado la trasmissione si riferisse al sistema Fairtrade.

In aggiunta a quanto è già stato scritto, crediamo necessario ricordare il nostro approccio di filiera equa e solidale ed i produttori con cui abbiamo stabilito una relazione nel tempo, a garanzia dei nostri operatori, volontari e consumatori.

IL CONTROLLO DI FILIERA E LA RELAZIONE CON I PRODUTTORI

Come descritto nel documento di Equogarantito, le Organizzazioni di commercio equo operano un controllo sulla filiera attraverso una relazione diretta e costante con i produttori. 

Nel caso del cacao importato da Altromercato questi sono:

El Ceibo (Bolivia),
Conacado (Rep. Dominicana)
Norandino (Perù)

Tutto il cacao importato direttamente da Altromercato proviene quindi da produttori del Centro e Sud America. Quello di non importare cacao dall’Africa è stata una scelta, sia per difficoltà incontrate che per le caratteristiche organolettiche diverse da quelle da noi cercate per la realizzazione dei nostri prodotti.

Che tipo di relazione esiste con questi agricoltori e con gli altri nostri produttori? In fase d’avvio c’è una valutazione preliminare fatta direttamente dalla nostra Unità Cooperazione e Acquisti: si tratta di una valutazione etica, commerciale e qualitativa che serve per capire se c’è spazio per iniziare una relazione commerciale.

Dopo il secondo ordine confermato di materia prima o del prodotto, il produttore viene visitato dal Comitato Progetti altromercato che effettua direttamente la visita. Tutti i produttori dai quali importiamo vengono quindi verificati direttamente da Altromercato, con monitoraggi ricorrenti.

Prima di inserire un’Organizzazione tra i nostri Produttori non è sufficiente che abbiano una certificazione. Altromercato si occupa di fare una serie di verifiche interne per controllarne l’effettiva eticità e l’adesione ai criteri del Commercio Equo e Solidale secondo le modalità stabilite da WFTO.

Il Comitato Progetti è fondamentale per le verifiche sui produttori e ha proprio questo ruolo. E’ un organo indipendente, dotato di autonomia rispetto all’ufficio acquisti ed ha una funzione di vigilanza etica su prodotti e produttori.

Per completezza d’informazione, per la produzione di nostre tavolette di cioccolato ci affidiamo a Chocolat Stella Bernrain che importa anche cacao proveniente da produttori selezionati dall’organizzazione di commercio equo svizzera Claro, che lavora secondo i nostri stessi principi- ed alla società italiana ICAM che attraverso un meccanismo di “bilancio di massa” può integrare il cacao dei nostri produttori con altro prodotto da organizzazioni di Commercio Equo e Solidale da cui acquista direttamente e presso le quali effettua visite regolari.

Questi processi di coinvolgimento di aziende tradizionali, pur lasciando spazi ad ulteriori miglioramenti  nella filiera, coniugano  la garanzie per noi fondamentali con  una qualità di prodotto ed efficienza di produzione necessari per offrire un prodotto in modo stabile ai consumatori.

IL SISTEMA DI GARANZIA EQUOGARANTITO e WFTO

Il controllo di filiera Altromercato è coerente con la scelta di far parte di un sistema di garanzia formalizzato. Altromercato è socio di Equo Garantito, l’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale che monitora periodicamente (nell’ambito di un sistema di garanzia certificato da un ente terzo indipendente) il rispetto della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale anche per tutta la parte relativa alla relazione con i produttori, agli accordi contrattuali, alla trasformazione dei prodotti.

Le regole fondanti del sistema sono definite a livello internazionale da WFTO – Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale con la partecipazione dei produttori del sud che sono parte integrante del sistema. La verifica è fatta quindi sull’insieme dei processi e dei criteri applicati a tutta l’attività delle organizzazioni socie. Non si tratta quindi di una certificazione dei prodotti ma di un riconoscimento dell’intera filiera che parte dal produttore e arriva al consumatore attraverso l’operato di soggetti dediti allo sviluppo del commercio equo.

Rispetto all’inchiesta di report quindi possiamo dare evidenza delle garanzie che il nostro sistema fornisce a clienti, volontari e staff delle 260 botteghe del mondo associate ad altromercato, partner produttivi e commerciali. E possiamo anche mettere in relazione i produttori con chi è interessato ad approfondire il tema anche grazie alla possibilità di visitare le Organizzazioni produttrici, attraverso esperienze di turismo responsabile, a partire dal progetto Altromercato Experience.

Ma è bene non dimenticare che il mondo del Commercio Equo e Solidale, di cui anche le certificazioni sono parte importante, è sicuramente molto complesso e non costituisce di per sé un modello perfetto: in un contesto economico fatto di mancanza di regole, vuole essere un processo di miglioramento sempre perfezionabile ma avviato con decisione verso un’economia più giusta e sostenibile.

Altromercato da 30 anni porta avanti la sua missione e vuole continuare a farlo con il massimo dell’impegno, perché crede davvero che un commercio più giusto e più equo sia “un’impresa possibile”. Fondiamo la nostra convinzione non solo sulla sicurezza del prodotto, ma soprattutto sulla relazione tra persone lungo tutta la filiera: oggi più che mai questo impegno, per le migliaia di artigiani e contadini, nostri produttori in tutto il mondo, per tutto il movimento, per le migliaia di volontari e operatori, va difeso e promosso in tutto il suo valore.