Mandorle: buone per te, buone per la Palestina!

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Abbiamo bisogno di te! Ordina le mandorle della Palestina

Vivere e lavorare nei territori palestinesi è estremamente difficile e incerto; libertà, mobilità di persone e cose, lavoro, infrastrutture e piantagioni, sono limitati da incursioni e soprusi.
Il mandorlo è un albero fortemente legato all’identità palestinese quasi quanto l’olivo.
Per i coltivatori dei villaggi nei dintorni di Jenin, zona vicino al muro di separazione, i mandorli sono spesso piantati per evitare l’ulteriore confisca dei terreni vicino al muro.

IL PROBLEMA
Da qualche anno assistiamo a minori vendite di confetti contenenti le mandorle palestinesi di Parc, a causa della contrazione del mercato bomboniere.

LA NOSTRA PROPOSTA
Per poter sostenere e dare continuità alla relazione commerciale con gli agricoltori della zona e per tenere accesa l’attenzione verso questa terra martoriata, abbiamo pensato a questa campagna che vi propone di prenotare e acquistare le mandorle sgusciate in sacchetti da 800gr.

IL PROGETTO
Nel nord della Palestina, nella provincia di Jenin, si coltiva da sempre una varietà di mandorla chiamata om al fahim, come il villaggio localizzato all’interno della zona palestinese che separa Israele dalla Cisgiordania. Detta anche hassan al-asaad, è una varietà particolarmente adatta alla coltivazione in zone aride perché non necessita di irrigazione. Dopo la raccolta, in luglio, i frutti sono posti ad asciugare; successivamente le donne della comunità si occupano della sgusciatura, della selezione, dell’affumicatura e del confezionamento. La comunità comprende 35 frutticoltori riuniti in una cooperativa. La commercializzazione attraverso i canali del mercato equo e solidale avviene grazie all’aiuto della ong Parc (Palestinian Agricultural Relief Committees).


 

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